Se l’affare Zidane fu il capolavoro del calciomercato del Novecento, quello di Paul Pogba è il suo erede naturale nel nuovo millennio. Con un dettaglio che lo rende, se possibile, ancora più clamoroso: stavolta la Juventus il fuoriclasse non lo pagò 7,5 miliardi di lire. Lo prese gratis. E quattro anni dopo lo rivendette per 105 milioni di euro, il trasferimento più costoso della storia del calcio fino a quel momento. Da zero a record mondiale: una parabola che nessun manuale di economia oserebbe raccontare, e che invece a Torino hanno scritto davvero.
L’inizio: il colpo Pogba a parametro zero che Ferguson non perdonò mai
Estate 2012. A Manchester c’è un diciannovenne francese di Lagny-sur-Marne, cresciuto nell’academy dello United, che scalpita: si chiama Paul Pogba, ha mezzi fisici e tecnici mostruosi, ma Sir Alex Ferguson gli concede le briciole. Il contratto è in scadenza, il ragazzo vuole giocare, e il suo procuratore, un certo Mino Raiola, fiuta l’occasione della vita. Alla finestra c’è la Juventus di Marotta e Paratici, che ha appena riconquistato lo scudetto con Conte e sta costruendo un ciclo.
Il colpo si chiude così: Pogba arriva a Torino a parametro zero, formalmente gratis al netto delle commissioni a Raiola, briciole rispetto a quanto verrà dopo. Ferguson non la prenderà mai bene, e anni dopo ammetterà quanto quella perdita sia bruciata. In Italia, intanto, qualcuno storce il naso: chi è questo ragazzino? La risposta arriva in fretta, il 20 ottobre 2012, quando il francese firma il suo primo gol bianconero contro il Napoli. È solo l’antipasto.
Pogba e il rendimento: quattro anni da predestinato
Alla corte di Conte prima e di Allegri poi, Pogba esplode in tutta la sua potenza: falcate da gigante, sinistro a giro dalla distanza, colpi da campionissimo e quella personalità debordante che divide ma non lascia mai indifferenti. I numeri della sua avventura juventina sono da fenomeno: quattro stagioni, 178 presenze, 34 gol e una bacheca che trabocca: quattro scudetti consecutivi (dal 2013 al 2016), due Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane. Nel 2013 vince il Golden Boy, il premio per il miglior under 21 del mondo; nel 2015 trascina la Juventus fino alla finale di Champions League di Berlino, persa contro il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar.
A 23 anni, Pogba è considerato il centrocampista più completo e più mediatico del pianeta: metà campione, metà brand globale. Ed è esattamente qui, all’apice del valore, che il calciomercato bussa alla porta con l’offerta che nessuno può rifiutare.
La cessione: 105 milioni e il record del mondo
Estate 2016. Il Manchester United di Mourinho vuole disperatamente riportare a casa il figliol prodigo, e il tormentone #Pogback infiamma i social per settimane. La Juventus tiene il punto, alza la posta, e il 9 agosto 2016 arriva il comunicato ufficiale: cessione a titolo definitivo per 105 milioni di euro pagabili in due anni, più 5 milioni di bonus al verificarsi di determinate condizioni. È il trasferimento più caro di sempre: battuti i 101 milioni di Bale e i 94 di Cristiano Ronaldo al Real Madrid.
Dentro l’affare c’è anche il capitolo più discusso: la maxi-commissione di Raiola, circa 27 milioni di euro, frutto di un accordo che scattava in caso di vendita sopra i 90 milioni — come spiegherà lo stesso Marotta all’assemblea degli azionisti. Al netto di tutto, l’operazione genera per la Juventus un effetto economico positivo di circa 72,6 milioni: la plusvalenza più alta mai realizzata in Serie A fino a quel momento. Per un giocatore arrivato gratis. Chapeau.

L’eredità: la lezione (e l’ironia) del destino
Quella montagna di milioni finanziò il mercato bianconero degli anni successivi, in un’estate che vide arrivare a Torino anche Higuain per 90 milioni: la Juventus dei record, cinque volte campione e due volte finalista di Champions, passava anche da lì. E l’operazione Pogba divenne il manifesto del modello Marotta-Paratici: prendere il talento prima degli altri, a costi minimi, e rivenderlo al picco assoluto.
Il destino, però, ha il gusto dell’ironia: sei anni dopo, nell’estate 2022, Pogba è tornato alla Juventus, di nuovo a parametro zero, di nuovo dallo United a fine contratto. Il “Pogback” al contrario, purtroppo segnato da infortuni e vicissitudini che hanno impedito il bis della favola. Ma questo è un altro capitolo, più amaro, che nulla toglie al primo.
Perché la storia vera resta quella: un ragazzo preso gratis, cresciuto fino a diventare il giocatore più costoso del mondo, e rivenduto a 105 milioni a chi lo aveva lasciato partire per niente. Nel calciomercato si può essere ricchi, si può essere fortunati. Oppure si può essere la Juventus di quegli anni: semplicemente più bravi di tutti.